La Pubblica Assistenza “L’Avvenire” Prato non iscritta all’albo dei soggetti idonei del trasporto agevolato di persone disabili e di anziani non autosufficienti

La sofferta decisione del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione di via San Jacopo

Il rammarico lascia comunque ancora spazio ad un’accorata richiesta di ascolto da parte delle Istituzioni

Il Consiglio di Amministrazione dell’associazione Pubblica Assistenza “L’Avvenire” Prato, facendo conto sulla manifestata necessità di riorganizzazione del servizio di trasporto sociale espressa da parte del committente – Comune di Prato – come ente erogatore dei servizi socio assistenziali per conto della Società della Salute area pratese – necessità enunciata nei precedenti accordi a cui sono seguite proroghe, senza che di tale riorganizzazione sia mai apparsa traccia concreta, nonostante dal maggio 2017 avesse resa nota la richiesta di adire a tale intervento riorganizzativo, in funzione del miglioramento della qualità del trasporto degli utenti, non avendo ravvisato nell’avviso pubblico per l’iscrizione all’albo dei soggetti qualificati al trasporto sociale per l’area pratese, nessuna traccia di analisi riorganizzativa od intervento di razionalizzazione del suddetto trasporto sociale, ha deciso di non iscrivere l’associazione stessa all’albo dei soggetti idonei al trasporto agevolato di persone disabili e di anziani non autosufficienti.

L’associazione Pubblica Assistenza “L’Avvenire” Prato rileva come l’avviso di iscrizione abbia caratteristiche solo in apparenza a finalità di ricognizione circa l’eventuale presenza e disponibilità di operatori atti a fornire la risposta complessiva alle attività di cui sopra. Infatti tale avviso contiene non solo le specifiche che definiscono le modalità del trasporto, ma altresì determinano l’attuazione del servizio e la sua definizione tariffaria, con l’individuazione del valore del rimborso e le modalità di pagamento. Niente contiene tuttavia riguardo alla richiesta riorganizzazione e razionalizzazione delle attività di trasporto sociale.

Da parte dell’Associazione si è ritenuta inderogabile la necessità di individuare un percorso che non si limitasse alla definizione di nuove tariffe di rimborso – a nostro parere del tutto insufficienti se paragonate alle identiche attività che vengono espletate in ambito sanitario -senza che queste siano state in alcun caso analizzate o discusse al tavolo della Società della Salute tra le associazioni sinora coinvolte nell’attività sussidiaria dei Comuni dell’area pratese.

Da tale analisi sarebbe apparso chiaramente che le tariffe individuate non permettono il rimborso del costo effettivo del servizio. Dalla rendicontazione gestionale risulta una grave perdita rispetto agli importi stanziati per le attività giornaliere: il costo di gestione dei propri automezzi, delle dotazione di impiego, il costo dei carburanti, del personale sia di autisti che di accompagnamento, impegnando personale volontario ma anche dipendente, compresi i relativi oneri previdenziali, assicurativi ed assistenziali, nel rispetto delle norme sulla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, nella tutela assicurativa per la responsabilità civile nei confronti dei trasportati, in tutti i giorni di lavoro della settimana e dell’anno, nel rispetto degli orari e delle esigenze e peculiarità degli utenti, è tale da non essere coperto dall’importo individuato nell’avviso di iscrizione all’albo dei soggetti qualificati.

La necessità primaria di un tavolo tecnico che permettesse l’analisi della modalità nella quale negli anni, e nei decenni, si è stratificata l’attività di trasporto sociale nell’area pratese, era e rimane la priorità essenziale, al fine di permettere alle associazioni una necessaria ottimizzazione delle risorse organizzative, di attrezzature e personale, senza la quale la sostenibilità del servizio viene meno, come è venuta meno negli anni. La richiesta di rivedere l’organizzazione delle attività mira – mirava e naturalmente aspirerà anche in futuro – alla ottimizzazione delle risorse – ovviamente sempre molto contenute – senza che le limitazioni economiche destinate a tale attività di trasporto dovessero andare a discapito dell’utenza, ma neppure degli operatori, che ad oggi, per la dispersione dell’utenza stessa, per il mancato coordinamento a livello interassociativo, ma soprattutto per il mancato intervento di organizzazione e di conduzione da parte della Società della Salute, vedono tale attività nettamente in perdita. Senza trascurare che l’emorragia di risorse richiesta dal rispetto dei patti pregressi ha impoverito l’Associazione a discapito degli scopi fondativi di aiuto ed assistenza ai più deboli.

La necessità di arrestare le continue perdite economiche da inserire annualmente in bilancio, e la necessità di render conto all’Assemblea dei Soci di decisioni che anno dopo anno mettono sotto pressione la tenuta delle associazioni di volontariato, ci ha costretto ad una sofferta, molto sofferta, decisione, quale quella di soprassedere ad una attività che vede il sodalizio coinvolto, anche emotivamente, non solo da moltissimo tempo, ma anche con atteggiamenti di tutela e di stretta partecipazione alla vita quotidiana di tante famiglie di cittadini pratesi, che vengono “trasportati” da decenni dai nostri volontari. La scelta sofferta del sodalizio mira a veder riconosciuti alle associazioni di volontariato i pieni titoli per entrare nel merito della quotidiana organizzazione di un servizio che, per troppi anni, è rimasto bloccato su criteri e modalità di espletamento anacronistici per i costi e per le condizioni di realizzazione.

La discussione sulle modalità di realizzazione del trasporto sociale non può limitarsi soltanto alla mera contrattazione delle “tariffe” ma, secondo la Pubblica Assistenza “L’Avvenire” Prato, deve occuparsi soprattutto di organizzazione. Questa fase decisiva è completamente mancata. La ridistribuzione geografica, l’accorpamento dei servizi, il coordinamento delle associazioni, la conduzione più razionale delle attività di trasporto non solo creerebbe – anzi purtroppo avrebbe creato a questo punto – le basi per una migliore funzionalità del servizio, ma avrebbe – come auspichiamo che possa avere in un futuro molto prossimo – la funzione di ottimizzare le risorse economiche destinate al servizio da parte dei comuni, permettendo così la sua concreta sostenibilità economica, anche a budget invariato.

Il rammarico che riempie la nostra voce nel comunicare decisioni così amare lascia tuttavia ancora spazio alla accorata richiesta che il sodalizio espone alle istituzioni del Comune, di disporsi con generosità all’ascolto delle sensate e ragionevoli considerazioni che l’argomento comporta.



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