La Storia

La Pubblica Assistenza “L’Avvenire” nasce dal popolo per il popolo.

Il 23 agosto 1899, nella trattoria “Il Ponte”, durante una “sbicchierata” (come la definisce Armando Meoni), i sarti Alfredo Targetti e Mariano Corsani, il cappellaio Carlo Pierotti, i calzolai Gino Cavaciocchi e Giovanni Grazzini, i fornai Giovacchino Papi , Giuseppe Cintolesi , Brunetto Giorgi e Vittorio Vannucchi) ed il tessitore (Felice Vinattieri), nasce la “generosa” idea di fondare una società di pubblica assistenza, in alternativa alla Misericordia, società di ispirazione clericale, nata nel 1751 dalle ceneri della Compagnia della Morte.

I 10 popolani organizzano una adunanza per il successivo 1 settembre nella sala del Partito Popolare di Piazza del Duomo 19 alla quale partecipano un centinaio di cittadini.

Da ricordare che quella sede non fu scelta a caso; era un “covo” frequentato da anarchici, laici convinti e massoni.

Nasce quindi la laica società che, solo dopo un mese dalla fondazione, conta quasi 500 soci e che orienta i propri interventi alla solidarietà umana, senza vincoli di confessione religiosa o di fede politica.

Il 14 ottobre è approvato lo statuto in cinquanta articoli ispirati a moderne concezioni ordinative degli scopi sociali:

  • il soccorso in ogni evenienza;
  • il trasporto di malati;
  • l’estinzione degli incendi;
  • l’istituzione di sanatori e stazioni climatiche per tubercolotici;
  • l’assistenza ai soci malati;
  • l’istituzione di scuole per infermieri;
  • il soccorso durante contagi ed epidemie;
  • la tutela della sanità pubblica;
  • l’igiene e l’educazione fisica.

Il giorno seguente ci furono le elezioni dalle quali uscì presidente il dottor Arnaldo Billi, vice presidente l’avvocato Guido Perini, segretario Ciro Rosati, cassiere il dottor Emanuele Nencini, computista Giovacchino Carducci, consultore medico Sem Sanesi, direttore delle squadre Antonio Del Rigo, consiglieri il notaro Camillo Dami, Silvio Savi, Giovacchino Francioni, Torquato Nannicini e Alieto Cai, censori Luigi Benini e Luigi Corsi.

Sia l’amministrazione pubblica che altre associazioni cittadine intervennero a sostegno della Pubblica Assistenza: il Comune mise a disposizione una stanza dell’ex Monastero di San Clemente, la Società Corale Guido Monaco prestò il proprio teatro per le adunanze e le assemblee e la Società del Misoduli si adoperò per il sostegno economico.

Chi invece rimase sorda alle richieste di contributo, da parte dell’Associazione, fu la Cassa di Risparmio che, invece, “foraggiava” la Misericordia e ciò suscitò molta polemica in città, tanto che anche la stampa cittadina censurò tale atteggiamento.

Ma la popolazione dette un forte sostegno alla Pubblica Assistenza, donazioni, raccolte fondi e molti altri intervento furono organizzati a favore della stessa.

I soci aumentarono a dismisura e le sedi risultavano subito insufficienti: lo studio dell’avvocato Perini in Via Magnolfi, le sedi dei Partiti Popolari, ecc.

Nell’agosto del 1900, viene individuata una sede in Via Santa Trinita (nella “Conca”, come era chiamata ed è chiamata ancora dai vecchi pratesi quella zona del centro) di proprietà della signora Giorgina Ciani e, reperiti mobili, attrezzature mediche ed arredi vari (molti donati da privati cittadini): la Pubblica Assistenza vi si trasferisce il 17 novembre 1901, data storica: con una duplice cerimonia si inaugurano la nuova sede ed il vessillo sociale, quello che sarà definito “il bianco vessillo” e che diventerà l’emblema della società.

La sede era modesta, ma funzionale, nel cuore del fermento operativo cittadino; via Santa Trinita era piena di botteghe artigiane e negozi, oltre che di fiaschetterie dove “con un buon bicchier di vino si rinsaldano quei vincoli di fraterna solidarietà che rendono gli uomini più sicuri e più forti” (come riportato nell’articolo “S.Trinita, i primi passi” contenuto nel numero celebrativo del 60° della P.A. nel 1959 e firmato da Remo Tesi).

L’Associazione cresce a dismisura, sia nel numero di soci che nelle attività, tanto da diventare, già dal 1904, la più importante delle Pubbliche Assistenze toscane.

La P.A. intensifica la propria attività su tutto il territorio pratese: si aprono molte Sezioni, da nord a sud, da est a ovest, fino a tutta la vallata … oggi le Sezioni sono 14 dislocate su tutta la provincia.

 

Arriviamo al 1911 quando era presidente l radicale Ciro Cavaciocchi; il Consiglio delibera di costruire una nuova sede di proprietà e viene individuato un terreno, con un fabbricato composto di tre stanze, portico e scale, in Via San Jacopo, antistante Via Dante, di proprietà della famiglia Salvi Cristiani. 1.895 metri quadri al prezzo di 21.000 lire.

Alla fine del 1912 il Consiglio vara un bando al quale partecipano 13 progettisti ed una apposita commissione che scelti 4, aggiudicò, in seguito, la realizzazione all’ingener Emile André di Firenze.

Fu stabilita la cifra complessiva in 70.000 lire, di cui 40.000 già presenti in un fondo della P.A. e gli altri 30.000 tramite un mutuo trentennale acceso con la Cassa di Risparmio. Scoppiò la guerra ed il progetto si fermò, ma subito dopo ricominciarono i lavori, grazie anche ad una sottoscrizione sotto forma di prestito intersociale con azioni dal valore nominale di 25 lire.

Finalmente, l’8 maggio 1927, viene inaugurata la nuova sede con la presenza di tutte le autorità cittadine e non, ma, soprattutto di cittadini, ed eloquente fu il commento di un giornalista: “… rigurgitava di popolo …

La storia è lunga e piena di importanti iniziative e non staremo qui a dilungarci, ma vale la pena ricordarne alcune tra le più importanti:

  • il 14 febbraio 1904 nasce l’asilo notturno con 5 posti letto e rimarrà attivo fino al 1986;
  • il 16 maggio 1906 la P.A. viene elevata a ente morale dal Re d’Italia Vittorio Emanuele II;
  • nel 1923 viene ricostituito il corpo dei pompieri;
  • negli anni ’50 nasce l’impresa funebre ad opera del Presidente Bruno Parenti;
  • il 17 luglio 1957 muore Curzio Malaparte, nome d’arte di Kurt Erich Suckert, ed i funerali vengono effettuati dalla P.A. di cui era socio dal 1914 (all’età di 16 anni);
  • nel 1976 nasce il gruppo di Protezione Civile che ha svolto e svolge tutt’ora, interventi importanti durante le calamità naturali e non solo;
  • il 14 febbraio 1982 nasce il Gruppo Femminile che svolgerà, ininterrottamente, attività sociale, volta, principalmente, verso la cura agli anziani;
  • il 26 ottobre 1987 si costituisce, con atto notarile, la Socrem (Società per la cremazione) che attualmente svolge la propria attività in Via Santa Trinita proprio di fronte alla vecchia sede della P.A.

Questa breve storia è stata tratta dal volume “Pubblica Assistenza L’Avvenire 1899-1999” scritto da Franco Riccomini in occasione del centenario della nostra amata istituzione cittadina.

 

 

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